Una E.bike è una bici normale con in più

31/07/2018
da Filippo Cascioli

Una E.bike è una bici normale con in più :

  1. SENSORE DI PEDALATA
  2. MOTORE
  3. BATTERIA
  4. DISPLAY / PULSANTIERA
  5. LEVE FRENO CON SENSORE
  6. CENTRALINA

Punti di forza di una E.Bike:

  1. NO   BENZINA
  2. NO ASSICURAZIONE
  3. NO BOLLO
  4. NO IMMATRICOLAZIONI
  5. NO ZTL
  6. INQUINAMENTO
  7. SI   ATTIVITA’ FISICA

Pedalata assistita non significa non fareattivita’ fisica.  Si puo’infatti mantenere la modalita’ di velocita’ più bassa tra quelle fornite dal sistema, contribuendo in maniera reale all’andatura.

SENSORI DI PEDALATA

  • SENSORE DI ROTAZIONE

Sensore che comunica alla centralina se i pedali stanno girando oppure no.

E’ costituito da un disco in plastica provvisto di magneti che ruota solidalmente alla corona, e da un sensore fissato sul telaio che rileva il passaggio dei magneti. E’ importante controllare a che punto della pedalata si attiva il motore, di solito dopo mezzo giro. Questo è infatti il lasso di tempo ideale per non rischiare partenze brusche e risparmiare al motore uno sforzo e quindi un consumo eccessivo. Ma comunque un periodo decisamente breve da aspettare prima che si attivi il motore.

          -SENSORE DI SFORZO

Come il sensore di rotazione, il sensore di sforzo si occupa di comunicare alla centralina la rotazione dei pedali, ma lo fa “preoccupandosi” di trasmettere l’intensità con la quale lo stanno facendo. In pratica rileva quanta forza il ciclista sta esercitando su di essi.

Lo fa attraverso sensori che rilevano le torsioni meccaniche che si generano durante la pedalata che saranno maggiori o minori a seconda dello sforzo del ciclista

In base al livello di assistenza scelto BASE, MEDIO, ALTO la centralina farà erogare al motore rispettivamente il 50% della potenza ciclistica, il 100% e 250%

Sono quindi montati su biciclette (mtb soprattutto) più adatte a chi ha l’abitudine e la capacità di pedalare con una certa tecnica ed intensità. La cosiddetta pedalata rotonda.

MOTORE

Il motore è l’elemento che trasforma l’energia elettrica profusa dalla batteria in energia meccanica.

 

MOTORI AL MOZZO

Sulle biciclette destinate ad un uso cittadino, li possiamo trovare per lo più sul mozzo-ruota anteriore o posteriore.

 

MEGLIO IL MOTORE SUL MOZZO ANTERIORE O SU QUELLO POSTERIORE?

Nell’uso cittadino la scelta è praticamente ininfluente ed è riconducibile soltanto a personali preferenze estetiche.

Tuttavia è utile valutare la posizione della batteria: se viene posta nel sottosella non c’è particolare differenza tra un motore anteriore o posteriore, se invece è integrata al portapacchi  è consigliabile provare la E.bike per capire come la diversa collocazione del motore influisca sul bilanciamento dei pesi, e questi, sulla nostra guida.

  

MOTORE SUL MOVIMENTO CENTRALE

 E’ posizionato direttamente sulla trasmissione della  bici diventando un tutt’uno con le gambe del ciclista, dando quindi la sensazione di una pedalata più “naturale” specialmente se abbinati ad un sensore di sforzo.

Ideale per ciclisti che non si limitano al semplice uso cittadino, ma trekking ed escursioni su pendenze e sterrati, durante i quali viene richiesta alla bicicletta una notevole reattività e può essere esposta a particolari sollecitazioni.

 

 I motori sono ormai tutti dotati di tecnologia brushless (SENZA SPAZZOLE):

 

l’energia fra la parte fissa del motore (statore) e la parte mobile (rotore) non viene condotta tramite contatti “striscianti” detti spazzole, ma attraverso un campo magnetico (Prodotto da magneti installati sul rotore)

I motori brushless sono più piccoli, quindi più leggeri ma più efficienti e meno soggetti a guasti.

 

BATTERIA

Autonomia e soprattutto Garanzia sono i fattori principali nella valutazione di una batteria.

Possiamo avere un idea generale sull’autonomia della batteria calcolandone i wattora (Wh) cioè la CAPACITA’.

 

Wh = ampere ora (Ah) x  volt (V)

Es: 36V x 10 Ah=  360 Wh

 

 Per un uso cittadino una capacità di 360 Wh può essere più che sufficiente.

  

Come detto, tale calcolo ci aiuterà ad avere un idea generale ma non assoluta sull’autonomia della bici in quanto sono diversi gli elementi che influiscono su di essa:

il livello di assistenza selezionato, la lunghezza e la pendenza delle salite, il vento, il livello del gonfiaggio dei pneumatici, il peso del ciclista.

 

 La garanzia  può variare da casa madre a casa madre. Un rivenditore “serio” sarà assolutamente trasparente su di essa e sarà in grado di fornire uno specifico libretto di uso e manutenzione.

 

 Le batterie possono essere collocate sul portapacchi posteriore, sul tubo verticale (sottosella) o sul tubo obliquo ( la posizione ideale per chi richiede alla bici alte perfomance  sportive).

BATTERIE AL PIOMBO

Tecnologia più vecchia ancora in uso.

Molto pesanti in rapporto all’autonomia offerta, richiedo un tempo di ricarica maggiore alle h 8:00 e soffrono del cosiddetto effetto memoria.

 

BATTERIA AL NICHEL

Migliori di quelle al piombo per il rapporto peso autonomia ma oltre all’effetto memoria tendono a scaricarsi anche quando non sono utilizzate.

 

 

 

 

BATTERIA AL LITIO

Sono le batterie migliori presenti sul mercato.

Molto più leggere di quelle al piombo o al nichel ma con un autonomia superiore.

Non soffrono dell’effetto memoria ed è quindi possibile ricaricarle in ogni momento (e anzi consigliabile non farle scaricare sempre in maniera totale prima di ricaricarle).

L’unico lato “negativo” è il prezzo che però viene facilmente ammortizzato grazie ad una maggiore durata nel tempo.

Oltre alle classiche batterie al litio, esistono batterie al litio-polimeri (20% di densità energetica’ in più) e batterie al litio-ferro-fosfato , che possono raggiungere una longevità doppia rispetto ad una comune batteria al litio.

DISPLAY/PULSANTIERA

Possiamo definirlo il sistema di controllo di un E.bike, solitamente viene montato sul manubrio, in una posizione facilmente raggiungibile con lo sguardo e con le mani.

 

Il modello più semplice è quello che racchiude in una sola unità comandi ed informazioni (scelta intensità assistenza e stato di carica della batteria).

Solitamente offrono la possibilità di scegliere tre livelli si assistenza BASSA/MEDIA/ALTA

 

Un modello più evoluto di Display/Pulsantiera è quello con schermo LCD che permette di visualizzare qualche dato in più, come la velocità (istantanea e media) e la distanza (parziale e totale), oltre alla possibilità di scegliere tra 5 livelli di assistenza e quindi essere supportati con più “precisione” dalla batteria e allo stesso tempo di preservare la carica.

 

Esistono display con schermo LCD ancora più evoluti che permettono di valutare anche la cadenza di pedalata, la potenza erogata dal motore nelle diverse situazioni e la stima in termini chilometrici dell’autonomia residua.

 

Al vertice della piramide troviamo Display LCD che oltre alle informazioni citate in precedenza, sono dotati di schermo a colori, sensore GPS e tecnologia Bluetooth (avvisando in caso di chiamato o messaggio)

Questi ultimi però hanno un contro non da poco: avendo tecnologia touch è praticamente obbligatorio guardare lo schermo del telefono per azionare i vari comandi DISTACCANDO LO SGUARDO DALLA STRADA.

 

LEVE FRENO

Le leve freno di molte E.Bike sono dotate di sensori che comunicano l’azionamento del freno alla centralina, la quale blocca immediatamente l’erogazione di potenza da parte del motore.

E’ un sistema di sicurezza utile ma non fondamentale poiché quando si frena si smette comunque di pedalare ed il motore si disattiva lo stesso.

  

 

QUAL’E’ L’ E.BIKE MIGLIORE?

La risposta a questa domanda è: DIPENDE..

Dipende cioè da che utilizzo intendiamo farne.

Se per esempio vogliamo utilizzarla solo per piccoli spostamenti in città magari per andare al lavoro o sbrigare commissioni.

 

Se oltre ai brevi percorsi quotidiani, amiamo concederci qualche gita fuori porta durante il fine settimana.

 

Se  abbiamo un approccio relativamente agonistico, magari percorrendo strade anche sterrate e/o con salite di una certa intensità.

E se ti dicessi che l’antifurto da scegliere per la tua bici dipende dalla tua giornata tipo?

31/07/2018
da Filippo Cascioli

Vai al lavoro in bici, la parcheggi e rimane ferma per parecchio tempo nello stesso luogo senza che tu possa controllarla?

Allora avrai bisogno di un lucchetto solido e robusto che scoraggi il ladro alla sola vista.

Sicuramente i famosi lucchetti ad “Arco” possono essere posti in cima alla lista per livello di sicurezza a patto che non si lasci troppo spazio tra il telaio e l’archetto, cosicche’ il ladro non possa adoperare leverini di sorta per fare forza, utilizzando il telaio stesso come leva per scardinare l’antifurto.

Va ricordato comunque, che se l’arco è di qualita’ (no plastica, no acciaio dolce, si acciaio temperato)  nonostante gli stratagemmi utilizzati, difficilmente si romperà.

I lucchetti ad Arco dividono il primato con le vatene a maglia quadra. Assai resistenti al taglio, non essendo un corpo rigido offrono maggiore “flessibilità” per ancorare la bici. Attenzione però al tipo di lucchetto ai cui è abbinata la catena, se non è ad alta resistenza e con una serratura facilmente forzabile, si rivelera’ la parte debole dell’antifurto)

 

Se durante la giornata ti muovi spesso e la bicicletta non rimane mai per un lungo periodo nello stesso punto, un lucchetto robusto e quindi pesante ed ingombrante potrebbe risultare scomodo durante i vari spostamenti.

In questo caso l’antifurto da prendere in considerazione sarà quello che molte case produttrice chiamano Snake:

costituito da lamine in acciao rivestito, collegate tra loro da snodi che lo rendono estensibile permettendo quindi l’ancoraggio della bici ad un punto fisso.

Offre il compromesso ideale   peso-ingombro-sicurezza.

Infatti quando  è chiuso occupa poco spazio e grazie al peso contenuto è facilmente trasportabile (cestino, zainetto,borsa). Tra l’altro in molti casi viene venduto in una custodia predisposta all’attacco al telaio.

Il punto debole relativamente alla sicurezza, potrebbero essere gli snodi, ma se la bicicletta non rimane senza controllo per lunghi periodi il fattore di rischio si riduce notevolmente.

Premesse:

  • Nessun antifurto può darci garanzia al 100%
  • Qualsiasi lucchetto che non permette l’ancoraggio della bici ad un punto fisso è praticamente inutile
  • E’ fortemente consigliato acquistare un lucchetto “principale” con cui assicurare il telaio ad un punto fisso ed uno “secondario” (magari un lucchetto a spirale con cui assicurare le ruote

 

Curiosita’

Esiste un calcolo empirico per quantificare la spesa giusta da investire per un antifurto e cioè il costo della bici diviso 10

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07/05/2014
da Filippo Cascioli

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