Legnano

La Legnano nacque nel 1902 quando Vittorio Rossi comincia a fabbricare biciclette con marchio "Lignon" nella propria officina meccanica.

Da questo momento l’attività iniziò a crescere costantemente tanto da attrarre anche altri investitori. Qualche anno dopo l'acquisizione Franco Tosi, imprenditore legnanese fondatore dell'omonima azienda metalmeccanica, entrò infatti in affari con Emilio Bozzi. Nel 1924 il Fascismo esortò fortemente all'acquisto di prodotti fabbricati da aziende italiane. Questa politica fu decisiva per la Legnano, dato che portò ad un cospicuo incremento degli affari.
È di questo periodo anche il cambio delle denominazione della società, che da questo momento in poi iniziò a chiamarsi "Legnano". In questi anni mutò anche il colore delle biciclette, che cambiò dall'iniziale blu al verde oliva per poi mutare, alla fine degli anni trenta, allo storico colore ramarro. Dagli anni trenta in poi la Legnano andò incontro ad un crescente successo. L'inversione di tendenza si ebbe negli anni sessanta. Il colpo di grazia avvenne però negli anni settanta con l'uccisione di Emilio Bozzi ad opera delle Brigate Rosse.

Dopo molte traversie la proprietà della Legnano passò nel 1987 all'antagonista Bianchi. Nel 1997 la Legnano e la Bianchi sono state acquistate dal gruppo Cycleurope che decise di destinare il primo marchio alle biciclette di alto livello, mentre il secondo alle biciclette meno costose[3]. Il marchio Legnano è poi passato, nel 2012, al gruppo Esperia di Cavarzere.

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